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  • Parco Regionale dei Colli Euganei
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  • Flora
    centrale Il bosco di castagno Si sviluppa nei versanti vulcanici rivolti preferibilmente a nord su terreno siliceo fresco e profondo Il sottobosco normalmente ricco di humus e relativamente umido presenta numerose specie erbacee a fioritura precoce quali bucaneve dente di cane elleboro anemone fegatella aglio orsino sigillo di Salomone narciso mirtillo nero o i rari e preziosi gigli martagone e di S Giovanni incantevoli tracce di flora alpina quasi impensabili in un ambiente collinare così profondamente condizionato dalla millenaria presenza dell uomo Sono presenti piuttosto localizzati maggiociondolo fior d arancio sorbo montano faggio e qualche betulla Il bosco di quercia Occupa parte dei versanti esposti a mezzogiorno su terreno poco profondo e asciutto ben riscaldato povero o degradato di preferenza calcareo pur non mancando nei distretti silicei Il querceto di aspetto aperto e luminoso presenta frequenti radure vivacizzate da una varia mescolanza di specie erbacee d ambiente arido Si presenta come una boscaglia mista alla roverella dominante si affiancano carpino nero orniello albero di Giuda bagolaro ciavardello e tra i cespugli lo scotano le cui foglie in autunno accendono i colli di infinite sfumature Nel sottobosco abbastanza soffice e ricco di humus compaiono pungitopo biancospino ginepro ligustro erica madresilva Meno esteso del castagneto attualmente il bosco di querce termofile occupa le zone meno frequentate e più intatte dal punto di vista naturalistico I prati aridi vegri Presenti soprattutto nella zona meridionale dei Colli su gran parte delle ondulazioni calcaree tra Arquà Petrarca Valle S Giorgio e Baone questi prati derivano dall abbandono di coltivi e pascoli poco produttivi e vengono chiamati vegri In continua evoluzione verso la ricostituzione della boscaglia originaria sono costituiti da specie erbacee amanti del secco soprattutto graminacee composite spinose e leguminose mentre le aree abbandonate da p iù tempo e talvolta con un terreno molto arido

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  • Parco Regionale dei Colli Euganei
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  • Fauna
    nidifica a terra dal volo simile a quello di un piccolo falco I rapaci diurni sono ben rappresentati dalla poiana presenti pure il gheppio lo sparviero e talvolta anche il lodolaio Recentemente la presenza nidificante del falco pellegrino presso il sito di proprietà della Regione Veneto e in gestione al Parco a Rocca Pendice ha confermato le potenzialità faunistiche e naturalistiche dei Colli Euganei tanto da giustificare il loro inserimento tra le Zone di Protezione Speciale ZPS europee di Rete Natura 2000 Fra i rapaci notturni è possibile incontrare il gufo comune la civetta la civetta nana e il barbagianni e l allocco Molto comuni nelle aree pianeggianti lungo gli scoli d acqua e in prossimità delle zone umide sono gli uccelli legati a questa tipologia di ambienti tra i quali l airone cinerino e l airone bianco la garzetta e la gallinella d acqua Rettili Si annoverano tra i sauri alcune specie di lucertole ed il ramarro presenti nelle zone cal de ed asciutte mentre l orbettino predilige i luoghi freschi ed umidi I serpenti sono presenti con il biacco nella varietà nera localmente detto scarbonasso meno comune è il saettone o colubro di Esculapio Diffusa è pure la natrice dal collare assieme alla natrice tessellata La vipera è segnalata come presenza rara e vive nelle zone più elevate e tranquille Da ricordare la testuggine d acqua dolce Emys orbicularis specie però minacciata nel suo stesso habitat dall esotica Trachemys scripta la nota tartaruga allevata in cattività che spesso purtroppo viene rilasciata nelle zone umide dove prevale sulla specie locale Anfibi Le zone umide ospitano raganelle rane rospi in particolare il rospo smeraldino il raro ululone dal ventre giallo si può trovare anche nelle pozze d acqua temporanee che si formano in seguito ai periodi di pioggia primaverili In

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  • Parco Regionale dei Colli Euganei
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  • Il Parco e Rete Natura 2000
    sue componenti Gli stati membri sono tenuti ad adottare tutte le misure di carattere generale e particolare per assicurare l esecuzione degli obblighi determinati dagli atti delle istituzioni della Comunità devono astenersi dal prendere misure che possano compromettere gravemente il risultato che la Direttiva prescrive L Italia come stato membro ha individuato numerosi SIC e ZPS che confluendo nella Rete Europea rispondono alla coerenza ecologica richiesta dalla direttiva Nel nostro paese sono presenti circa il 65 degli Habitat indicati nell allegato I della Direttiva ed oltre il 30 delle specie animali e vegetali indicati nell allegato II Attualmente le regioni italiane hanno individuato 2 413 aree che rispondono ai requisiti indicati ed in particolare fino a gennaio 2002 341 Zone a Protezione Speciale Risulta pertanto logico che il Progetto Natura 2000 sottoponga questi siti ad un regime particolare ed estremo di salvaguardia e coloro che presentino progetti d intervento di tipo edilizio in aree boscate ecc ricadenti all interno delle Zone Speciali di Conservazione dovranno presentare una Valutazione di Incidenza che permetta all autorità competente di valutare la loro fattibilità IL PARCO E RETE NATURA 2000 Fra le Zone di Protezione Speciale della Regione Veneto ricade anche parte dell area del territorio dei Colli Euganei che è stata individuata all interno della Rete Natura 2000 con il codice identificativo IT3260017 Colli Euganei Monte Lozzo Monte Ricco Vedi anche PIANO DI GESTIONE ZPS del Parco Regionale dei Colli Euganei La superficie del sito su un area complessiva del Parco di 18 694 ettari è pari a 13 698 76 ettari ed interessa i seguenti habitat ritenuti prioritari a livello europeo Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo Festuco Brometalia con fioritura di orchidee cod 6210 comunemente chiamate prati aridi o vegri 13 dell area euganea Formazioni

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  • Parco Regionale dei Colli Euganei
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  • Il Termalismo
    culto dei Veneti Antichi per il dio Aponus al quale si attribuivano i benefici effetti curativi Le testimonianze archeologiche ancora oggi visibili soprattutto presso Montegrotto Terme mettono in luce come nell epoca romana vennero realizzati importanti stabilimenti termali ricordati anche nei preziosi scritti di autori come Tito Livio e Plinio il Vecchio Nuovo impulso allo sfruttamento della risorsa termale venne dato dalla Serenissima e in seguito a partire dal XVIII sec mentre dal secolo successivo iniziarono a fiorire importanti stabilimenti alberghieri L ORIGINE DELLE ACQUE TERMALI Contrariamente a quanto si possa pensare è esclusa qualsiasi relazione tra le acque calde e il fenomeno vulcanico euganeo troppo antico per rappresentare ancora una sorgente attiva di calore Analisi e studi approfonditi già dalla metà degli anni 70 del secolo scorso hanno stabilito che le acque sono di natura meteorica precipitazioni e che raggiungono il suolo in un area montana individuata a nord nord ovest dei Colli Euganei principalmente nel territorio prealpino sedimentario delle Piccole Dolomiti Monte Pasubio gruppo del Carega Qui iniziano il loro lento cammino di discesa entro sistemi di fratture delle permeabili rocce calcaree raggiungendo profondità di circa 3 000 metri fino ad incontrare un basamento cristallino impermeabile Durante la discesa le acque acquistano temperatura per effetto geotermico riscaldamento naturale della crosta terrestre man mano che si scende verso il mantello salinità e una leggera radioattività La risalita delle acque nell area euganea La presenza delle acque termo minerali nella zona euganea viene attribuita all ostacolo creato in profondità dalle masse laviche solide e impermeabili e ad una serie di fratture nelle stesse che favoriscono la rapida risalita delle acque sospinte dalla pressione idraulica dell intero bacino sotterraneo Il tempo necessario alle acque per compiere il tragitto dalla zona di caduta al bacino euganeo è secondo studi recenti lunghissimo e

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